AGRICOLTURA BIO-SOCIALE
Il termine “agricoltura sociale” ancora oggi non ha alcun riferimento normativo/giuridico in Italia ma indica comunemente il vato insieme di tutte quelle esperienze che creano sinergia diretta tra agricoltura e inserimento (lavorativo, educativo e/o terapeutico) dei soggetti più vulnerabili della società, esclusi per disabilità fisiche o psichiche o per problematiche relative alla difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro.
Si tratta quindi del vasto insieme di attività, esperienze, progetti e percorsi realizzati attraverso attività agricole, di coltivazione, di allevamento o di trasformazione di prodotti agroalimentari, cui partecipano attivamente e direttamente persone afferenti alle fasce deboli della popolazione.
L’agricoltura, in tutte le sue forme può quindi essere vissuta come rapporto con la terra, con il verde, con gli animali o come attività ludico-culturale, didattico-formativa, terapeutica ed esperenziale, affiancandosi ed integrandosi con le finalità di produzione.
La cooperativa Fuori C’entro a partire dal 2000 ha scelto di dedicarsi all’agricoltura bio-sociale, coniugando l’agricoltura in senso stretto con le attività di inserimento lavorativo fnalizzate alla risocializzazione e al recupero di detenuti, ex detenuti, disabili fisici e mentali, tossicodipendenti e persone più genericamente afferenti alle fasce deboli con l'obbiettivo principale di incrementare il benessere degli utenti, cui si accompagna il decremento delle spese assistenziali, affrontate, per loro, dagli Enti preposti o dalle famiglie.
PRODUZIONE BIOLOGICA
Oltre al valore sociale delle produzioni, la cooperativa Fuori C’entro promuove la ricerca di un elevato standard qualitativo dei differenti prodotti che realizza e commercializza. Le piante, l’olio, il miele e la pappa reale sono tutti in conversione biologica, al fine di garantire ai consumatori una maggiore tutela al momento dell’acquisto, relativa alla genuinità dei prodotti.